Cinque turni per il gesto della scimmia, in attesa della decisione definitiva.
Un comportamento deplorevole, un gesto inspiegabile: sabato scorso, al termine della partita disputata sul campo del Meyrin, un giocatore della SAV Vacallo si è reso protagonista di un episodio increscioso e inaccettabile. Immediatamente dopo la sirena conclusiva, che ha decretato la sconfitta dei momò per 86-77, al posto di stringere la mano ha fatto il gesto della scimmia a un avversario francese di origine africana.
Un gesto che non è evidentemente passato inosservato, né al giocatore in questione, né a qualche compagno. E, soprattutto, nemmeno al pubblico: una persona presente sulle gradinate ha postato una storia con il video (la partita era in diretta su YouTube) dell’accaduto, taggando squadre, giocatori coinvolti e federazione. La SAV si è immediatamente scusata con l’avversario e ha preso posizione con un comunicato: “Condanniamo con fermezza qualsiasi forma di razzismo, discriminazione o mancanza di rispetto, valori che non rappresentano in alcun modo la nostra società, la nostra squadra e il nostro ambiente sportivo”. E nei giorni successivi ha pure deciso di interrompere le pubblicazioni più leggere (come quiz e intrattenimento) sulle proprie pagine social, per dimostrare di non sottovalutare l’accaduto e di voler risolvere la vicenda nel migliore dei modi.
Ma quali conseguenze dovrà affrontare il protagonista di questo deplorevole gesto? Compresa subito la gravità delle proprie azioni, il giocatore ha immediatamente inviato delle lettere di scuse all’avversario offeso, alla società ginevrina e alla federazione. Interpellato, il club momò ha fermamente condannato il gesto, ma conoscendo molto bene il giocatore in questione ha pure spiegato che l’accaduto non rispecchia la persona, che in vent’anni in gialloverde ha sempre tenuto un comportamento esemplare sia dentro che fuori dal campo. Tuttavia, come è giustamente previsto in casi del genere, dovrà stare lontano dal parquet, poiché la SAV ha deciso di sospenderlo a tempo indeterminato per allenamenti e partite, mentre il giudice unico lo ha a sua volta sospeso a titolo provvisorio per cinque giornate, in attesa di ascoltare le persone coinvolte e di prendere una decisione definitiva. Decisione che potrebbe già arrivare nei prossimi giorni e che probabilmente sarà ben più pesante delle cinque partite temporanee, come fa presagire il breve ma fermo comunicato di Swiss Basket: “La Federazione condanna fermamente questi comportamenti inaccettabili e ricorda che tutte le forme di discriminazione sono rigorosamente intollerabili”.
Spiegato l’accaduto, torniamo al basket giocato: con questa sconfitta la SAV ha praticamente perso il treno per il quarto posto. Calendario e distanza di sei lunghezze a cinque partite dalla fine della fase intermedia non dovrebbero lasciare spazio alla rimonta. I gialloverdi, che torneranno a calcare il parquet del Penz questo sabato alle 15.00 contro il Bernex, hanno tuttavia una missione: non lasciarsi distrarre e prepararsi al meglio agli ottavi dei playoff (che avranno inizio in aprile) per poi centrare una straordinaria e insperata qualificazione per i quarti.